Editoriale - La medicina legale e forense umana e veterinaria: una sinergia da coltivare

Autori

  • P. Fais Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Unità di Medicina Legale, Università di Bologna, Via Irnerio 49, 40126, Bologna, Italia
  • A. Peli Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, Università di Bologna, Corso D'Augusto, 237, 47921, Rimini, Italia

Abstract

Il panorama delle Scienze forensi contemporanee sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata dal superamento dei rigidi confini disciplinari a favore di una visione olistica e integrata. In questo contesto, il seminario organizzato dal Gruppo Italiano di Patologia Forense (GIPF), intitolato "Lesioni da animali: Patologia forense umana e veterinaria", che si è tenuto a Bologna il 12 e 13 dicembre 2025 presso l'Aula Magna di Anatomia Umana dell’Alma Mater Studiorum, rappresenta non solo un evento scientifico di rilievo, ma una vera e propria pietra miliare per il consolidamento del dialogo tra la medicina legale umana e la medicina veterinaria forense.

L'esigenza di un'interazione tra queste due branche della Medicina nasce dalla complessità dell’approccio moderno, votato alla multi e interdisciplinarità dei casi giudiziari. Nella scena del crimine l'animale non è più considerato un mero oggetto, perché se ne sta progressivamente comprendendo e valorizzando il ruolo utile per comprendere la dinamica dei fatti, sia esso la vittima, l’aggressore o il testimone biologico.

La medicina legale e forense veterinaria, disciplina in rapida evoluzione, applica i principi rigorosi della patologia e delle scienze mediche alle questioni di interesse legale che, in maniera diretta o indiretta, coinvolgono animali delle più diverse specie, ricalcando e rielaborando il percorso metodologico consolidato della medicina umana con le tecniche di istopatologia, di radiologia, di genetica, di tossicologia, di anatomia patologica.

La collaborazione interdisciplinare è particolarmente evidente nella gestione delle lesioni provocate da animali. Quando un attacco coinvolge l'uomo, l'analisi morfometrica delle ferite condotta dal medico legale deve necessariamente integrarsi con l'esame necroscopico e il profilo etologico dell'animale aggressore, attività di competenza del patologo veterinario, con l’ausilio di esperti in imaging, tossicologi e genetisti forensi. Soltanto un’attività sinergica può consentire di ricostruire la dinamica dell'evento, identificando la specie coinvolta e, auspicabilmente, il singolo individuo aggressore. Questo si traduce nella necessità di superare i limiti professionali e istituzionali per costruire una rete di cooperazione che includa patologi umani, medici veterinari, biologi, chimici e rappresentanti delle forze dell'ordine.

L’iniziativa promossa dal Gruppo Italiano di Patologia Forense, dal Master di Medicina Legale e Forense Veterinaria, dal Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita (Quvi) e dal Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC) dall'Alma Mater Studiorum, ha posto basi concrete per iniziare, in maniera non occasionale e sporadica, una proficua e duratura collaborazione sia in ambito scientifico che forense tra medici legali e patologi forensi umani e veterinari.

I contributi scritti raccolti in questi atti ne rappresentano un primo risultato, con l’esposizione di casi nei quali l’interdisciplinarietà si è concretamente ed efficacemente realizzata. Il carattere applicativo dei contributi è solo una testimonianza parziale di quanto è emerso durante i lavori, con un entusiasmo e un vivo interesse, non trasferibile sulla carta, che hanno caratterizzato anche le relazioni tematiche del primo giorno del Seminario e che, purtroppo, non sempre qualificano le collaborazioni scientifiche e professionali.

Pubblicato

2026-04-23