Lesioni nella specie umana da morsicatura di cane: alcuni casi pratici

Autori

  • F. Meregaglia Medico Veterinario, libero professionista, Torino
  • G. M. Cubeddu Medico Veterinario, libero professionista, Sassari

Abstract

Gli autori hanno esposto le caratteristiche odonto - biometriche della specie canina approfondendo il tema della dentizione decidua e permanente, dell’enognatismo, del prognatismo, della polidonzia, delle irregolarità dentarie, ecc. Si soffermavano sulle caratteristiche del morso e le misurazioni odonto-biometriche. Affrontavano poi alcuni casi pratici di valutazione della compatibilità tra cane morsicatore e lesioni sull’aggredito umano.

Il caso n. 1 riguardava una presunta aggressione da parte di un cane di razza Pastore belga Malinois ad una signora che stava salendo in automobile dal lato passeggiero anteriore, attraverso una cancellata. L’infortunata faceva causa per la richiesta dei danni al proprietario dell’animale che resisteva in giudizio. Il Giudice affidava la valutazione della compatibilità tra morsicatore, lesioni e attendibilità degli eventi ad un medico legale consulente del Tribunale di Torino che decideva avvalersi di un ausiliario medico veterinario.

La visita peritale del medico legale veniva accompagnata dalla richiesta di descrizione degli eventi poiché vi erano alcune «incongruenze» da dissipare (la caviglia e il piede ferito erano sull’arto sinistro, per salire in automobile in maniera naturale la signora avrebbe dovuto utilizzare l’arto inferiore sinistro. Ella sosteneva di aver usato il destro). L’“aggredita” non era in grado di descrivere correttamente né il cane imputato, né la dinamica dell’evento.

L’infortunata modificava poi la propria deposizione iniziale. Dichiarava infatti che il cane le aveva afferrato il piede, trattenendola; lei, per svincolarsi, si era ferita sulla cancellata. Si desumeva quindi che il cane era assolutamente innocente.

Il caso n. 2 riguardava un cane Pastore tedesco accompagnato dal proprietario, ma non al guinzaglio. La signora improvvisamente urlava dicendo di essere stata «pizzicata» dall’animale alla regione glutea destra. La stessa esibiva poi anche una ferita nella parte distale della gamba sinistra attribuendola all’aggressione del cane. L’aspetto di questa seconda ferita era evidentemente precedente i fatti. Si rilevava altresì che gli indumenti della zona infortunata apparivano né lacerati, né alterati in alcun modo.

Alla visita peritale l’animale presentava misurazioni odonto-biometriche non compatibili con le lesioni rilevate sull’ “aggredita”. Si desumeva quindi che il quadro traumatico riportato dalla signora era assolutamente incompatibile con un morso del cane periziando.

Il caso n. 3 era riferito ad una signora che accompagnava il suo cane, razza Chow Chow, in un parco cittadino. Ottenuto il consenso all’ingresso nell’area dagli astanti, sopraggiungeva un altro cane di razza Staffordshire Terrier, apparentemente senza proprietario. Il molossoide attaccava immediatamente il cane della signora che veniva ripetutamente morsicato. L’aggressore rivolgeva poi la sua attenzione all’ accompagnatrice causandole numerose ferite prevalentemente alla gamba sinistra.

L’infortunata veniva in seguito soccorsa dai paramedici dell’ambulanza che la portavano al più vicino nosocomio. Il cane «vittima» veniva invece accompagnato dal medico veterinario per mezzo di altra persona.

La proprietaria del cane assalitore dichiarava che il suo animale era buonissimo e, conseguentemente, le lesioni dell’infortunata erano da ascriversi al Chow Chow. L’infortunata contattava un medico veterinario che, visitato il cane «vittima», effettuate le misurazioni odonto-biometriche, rilevava la assoluta incompatibilità tra le cicatrici patite dalla proprietaria e le caratteristiche del morso del proprio cane. Veniva quindi dimostrato che l’aggressore non poteva essere, come sostenuto dalla controparte, il cane dell’infortunata.

L’ultimo caso, cioè il n. 4, è riferito a una signora che, recatasi all’area cani con il suo Basset Hound, otteneva dalle altre persone presenti il permesso di entrare; qui incontrava subito un altro soggetto di razza Pitbull abbandonato dalla proprietaria. Esso aggrediva immediatamente il cane nuovo venuto e feriva sia l’animale che la sua accompagnatrice. La controparte intervenuta ipotizzava che le ferite subite sia dal cane che dalla sua proprietaria fossero conseguenti al Basset Hound. Veniva quindi posto il seguente quesito a un medico veterinario consulente: “chi è il cane autore delle ferite della prima detentrice?”

Il medico veterinario designato visitava quindi, con particolare riferimento odonto-biometrico, sia il cane Basset Hound che il Pitbull. Dalle misurazioni delle ferite e dell’apparato boccale dei due animali emergeva, senza tema di smentita, che l’aggressore era il cane Pitbull. Gli evidenti segni sulla prima proprietaria collimavano perfettamente con le misurazioni odonto-biometriche del cane molossoide.

In tutti i casi esaminati si rilevava che i cani accusati erano assolutamente innocenti.

Pubblicato

2026-04-23