La professione del Medico Veterinario: Indagine preliminare su Incidenti occupazionali e Percezione del Rischio

Autori

  • D.A. Sicuso Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università degli Studi di Messina
  • M. Pugliese Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università degli Studi di Messina
  • V. Biondi Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università degli Studi di Messina
  • P. Gambadauro Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università degli Studi di Messina
  • A. Passantino Dipartimento di Scienze Veterinarie, Università degli Studi di Messina

Abstract

Introduzione

La professione di Medico Veterinario rappresenta un’attività intrinsecamente complessa e caratterizzata da un elevato livello di rischio occupazionale. La natura eterogenea della pratica clinica, combinata all’interazione continua con gli animali e con agenti potenzialmente patogeni, delinea un panorama di pericoli ampio e articolato. I principali rischi professionali comprendono:

  • il rischio biologico, connesso all’esposizione a zoonosi e ad agenti patogeni trasmissibili;
  • le lesioni fisiche, dovute a infortuni provocati direttamente dagli animali, come morsi, graffi o calci (1);
  • il rischio psicologico, correlato a stress lavoro-correlato e al burnout (2).

Accanto ai pericoli maggiori sono presenti ulteriori fattori di rischio, seppur meno incidenti, ma comunque rilevanti: (i) Rischio chimico; (ii) Rischio fisico; (iii) Rischio ergonomico e posturale. L’adozione delle misure preventive varia in funzione della tipologia di rapporto lavorativo; per il Medico Veterinario dipendente, tutti gli obblighi di tutela ricadono sul Datore di Lavoro, mentre per il libero professionista (autonomo o associato), la normativa attribuisce una maggiore responsabilità di autogestione del rischio, come indicato dall’articolo 21 del D.lgs. 81/08 (3).

Materiali e metodi

Il presente studio ha avuto come obiettivo primario quello di valutare la correlazione tra gli incidenti sul lavoro e la percezione del rischio percepito dai Medici Veterinari, considerando le differenze tra le differenti categorie professionali. A tal fine è stato elaborato un questionario anonimo composto da 25 domande, articolato in tre sezioni:

  • dati generici del medico veterinario;
  • informazioni relative agli incidenti sul lavoro;
  • autovalutazione della percezione del rischio.

Risultati

Hanno partecipato all’indagine 70 Medici Veterinari, dei quali il 45% operante in strutture veterinarie (Ambulatorio, Clinica, Ospedale), il 40% erano lavoratori autonomi e il 15% dipendenti di azienda sanitaria. Tra gli intervistati, il 33% dichiarava di non essere in possesso di un attestato di formazione valido in materia di sicurezza sul lavoro e il 54% riferiva di non utilizzare sempre i Dispositivi di Protezione Individuale (DPI).

L'80% degli intervistati dichiarava di aver subito almeno un incidente sul lavoro. In particolare, l'80% dichiarava un infortunio legato a morsi, graffi e/o calci di animali (rischio di infortuni), il 60% riportava esposizioni a danni emotivi vari, legati alle procedure di abbattimento o eutanasia (rischio da stress lavoro-correlato) e il 47% riferiva esposizioni a rischio zoonosico (rischio biologico).

Analizzando i dati in funzione della categoria professionale, l’85,7% dei medici veterinari autonomi e il 90,6% dei veterinari operanti in struttura dichiaravano di aver subito uno o più incidenti sul lavoro. Inoltre, il 47% degli intervistati attribuiva il verificarsi degli incidenti ad alterazioni dello stato comportamentale dell’animale (stress, nervosismo, irrequietezza) o alla scarsa abitudine dell’animale alla manipolazione.

L’analisi delle risposte relative all’autovalutazione del rischio mostrava che circa il 70% si considerava abbastanza o molto esposto al rischio di infortuni, percepito come il pericolo primario; il 55% valutava significativo il rischio di stress lavoro-correlato, legato ai disagi emotivi associati alle procedure di eutanasia o abbattimento; mentre solo il 25% segnalava una percezione di esposizione elevata o molto elevata al rischio biologico.

Conclusione

I risultati di questa indagine preliminare evidenziano una correlazione chiara e significativa tra l’incidenza degli incidenti sul lavoro riportati dai Medici Veterinari e il livello di percezione del rischio da loro espresso. L’ordine di frequenza degli eventi rilevati (infortuni fisici > stress lavoro-correlato > rischio biologico) risulta perfettamente sovrapponibile all’ordine dei pericoli percepiti.

Questa concordanza suggerisce un elevato livello di consapevolezza, da parte dei Medici Veterinari coinvolti nello studio, riguardo alle principali minacce operative presenti nella pratica quotidiana. In particolare, il primato del rischio infortuni - sia in termini di eventi realmente subiti, sia come principale area di preoccupazione - conferma che la gestione, la contenzione e le potenziali lesioni inferte dagli animali costituiscono il pericolo più concreto e immediato per la salute e la sicurezza della categoria.

Bibliografia

1) Epp T, Waldner C. Occupational health hazards in veterinary medicine: physical, psychological, and chemical hazards. Can Vet J. 2012;53(2):151-7.

2) Prato-Previde E, De Mori B, Colombo N, Pelosi A. Willing but Unable: Moral Distress and Burnout in Italian Veterinarians Working with Companion and Farm Animals. Animals. 2024;14(24):3691.

3) Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81. Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.

Pubblicato

2026-04-23