Omicidio o post-mortem scavenging?

Autori

  • S. Bianchini Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Unità di Medicina Legale, Università di Bologna, Via Irnerio 49, 40126, Bologna, Italia
  • A. Peli Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, Università di Bologna, Corso D'Augusto, 237, 47921, Rimini, Italia
  • E. Giovannini Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Unità di Medicina Legale, Università di Bologna, Via Irnerio 49, 40126, Bologna, Italia
  • C. Bini Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Unità di Medicina Legale, Università di Bologna, Via Irnerio 49, 40126, Bologna, Italia
  • J. Pascali Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Unità di Medicina Legale, Università di Bologna, Via Irnerio 49, 40126, Bologna, Italia
  • P. Fais Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Unità di Medicina Legale, Università di Bologna, Via Irnerio 49, 40126, Bologna, Italia

Abstract

Introduzione

Nella valutazione della causa di morte lo scavenging/depredazione post-mortale da parte di animali, quali ad esempio insetti, roditori cani e gatti, può configurare un importante elemento confondente, risultando foriero di lesioni talvolta di difficile interpretazione. Si presenta il caso di una donna di 51 anni rinvenuta cadavere in avanzato stato trasformativo presso la propria abitazione insieme ad un cane di piccola taglia presentante lesività con caratteristiche sospette per lesioni da punta e taglio.

Materiali e metodi

Era eseguito sopralluogo con l’intervento di medico-legale, genetista forense e veterinario forense. Era acquisita documentazione finalizzata a circostanziare l’anamnesi patologica prossima e remota della signora ed era eseguito un esame veterinario-forense dell’animale da compagnia presente all’interno della scena della morte. Era infine espletata autopsia medico-legale comprensiva di TC cadaverica, esami istopatologici e tossicologici.

Risultati

In corso di sopralluogo si apprendeva che il corpo era rinvenuto a seguito dell’apertura dell’appartamento, chiuso a chiave e privo di segni di effrazione e che l’ultimo contatto in vita risaliva al mese precedente. Nell’appartamento erano rilevate ampie chiazze ematiche essiccate sul pavimento della camera da letto e del soggiorno. Il cadavere, in avanzato stato di mummificazione era parzialmente vestito e adagiato di spalle alla base del divano in soggiorno. Si rilevava un’ampia lesività estesa dalla zona pubica alla regione antero-mediale della coscia destra e coinvolgente i tessuti profondi, con esposizione dell’osso femorale. L’estremità pelvica della perdita di sostanza presentava margini netti, ponendo il sospetto per una lesione da punta e taglio, mentre i margini della lesione crurale apparivano irregolari, sfrangiati e con ponti tissutali. Per quanto apprezzabile stante l’avanzato stato trasformativo non si rilevava infiltrazione emorragica dei margini o del fondo della lesione. Nell’appartamento era ancora disponibile una abbondante fonte di cibo facilmente accessibile all’animale domestico canino che, nonostante alcuni segni di marcata disidratazione, era vivo e vitale. In corso di esame necrosettorio era confermata l’assenza di segni di vitalità a carico della lesione pubica, era inoltre identificato un quadro di cirrosi epatica grave associata alla presenza di varici esofagee associate alla presenza di materiale verosimilmente ematico nel contenuto intestinale. Gli esami tossicologici rilevavano una positività per alcol etilico e cocaina su matrice cheratinica. L’esame dei dati circostanziali e della documentazione sanitaria acquisita rilevava un quadro di abuso cronico di alcol etilico e cocaina, confermava la sussistenza di una grave epatopatia a genesi esotossica e una isterectomia eseguita anni prima con accesso laparotomico sovrapubico. In relazione a quest’ultimo dato la lesione pubica era ricondotta all’azione di scavenging post-mortale da parte del cane che con meccanismo di stiramento e strappamento asportava i tessuti cutanei e sottocutanei. Tale azione esitava in lesioni a margini irregolari, fatta eccezione che per il versante più craniale della lesione, ove i tessuti con decorso lineare, corrispondente alla cicatrice fibrotica inveterata, esito del pregresso accesso chirurgico. Tale dato era corroborato dal rilievo di presenza del DNA della donna nelle feci dell’animale. La depredazione post-mortale del padrone da parte del proprio animale avviene solitamente a seguito di morti naturali improvvise [1], anche in presenza di disponibilità di cibo facilmente accessibile [2], e tipicamente coinvolge regioni non coperte da vestiti [3], come nel caso di specie. La causa di morte, considerata l’assenza di lesività traumatiche vitali e la presenza di segni di emorragia esterna sulla scena della morte ed interna a livello intestinale, era shock emorragico in rottura di varici esofagee.

Conclusione

L’azione post-mortale della fauna, soprattutto in condizioni di avanzato stato di putrefazione, rappresenta un elemento confondente nella valutazione delle cause e modalità di morte, potendo alterare o eliminare lesioni traumatiche, o provocarne ulteriori, potenzialmente determinando l’insorgenza di un sospetto di reato anche in soggetti deceduti per cause naturali. In tali contesti, un approccio multidisciplinare e comprensivo di un’attenta valutazione delle caratteristiche delle lesioni e degli animali rinvenuti sulla scena della morte risulta imprescindibile per la ricostruzione della dinamica degli eventi.

 

Bibliografia

1) Schulz I, Schneider PM, Olek K, Rothschild MA, Tsokos M. Examination of postmortem animal interference to human remains using cross-species multiplex PCR. Forensic Sci Med Pathol. 2006 Jun;2(2):95-101.

2) Buschmann C, Solarino B, Püschel K, Czubaiko F, Heinze S, Tsokos M. Post-mortem decapitation by domestic dogs: three case reports and review of the literature. Forensic Sci Med Pathol. 2011Dec;7(4):344-9. 3) Boglioli LR, Taff ML, Turkel SJ, Taylor JV, Peterson CD. Unusual infant death: dog attack or postmortem mutilation after child abuse? Am J Forensic Med Pathol. 2000 Dec;21(4):389-94.

Pubblicato

2026-04-23