Su un caso particolare di decesso per aggressione di cane di grossa taglia

Autori

  • A. M. Catena Dipartimento di Medicina Legale dell’Università di Roma 2 “Tor Vergata”
  • S. Quarticelli Dipartimento di Medicina Legale dell’Università di Roma 2 “Tor Vergata”
  • A. Mazzatenta Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche, Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara
  • M. Locatelli Sezione di Chimica Analitica, Dipartimento di Scienze, Università "G. d'Annunzio" di Chieti-Pescara
  • C. D’Ovidio Sezione Dipartimentale di Medicina Legale dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara

Abstract

Si riporta il caso di un giardiniere di anni 65 deceduto a seguito di aggressione da parte di cane di grossa taglia di razza Rottweiler.

Durante l’espletamento della mansione lavorativa il giardiniere, che peraltro era già noto al cane, venne aggredito e afferrato alla sommità del capo e fortemente scosso. Dopo l’iniziale azione, della durata di diversi secondi, il cane reiterava il comportamento aggressivo nei confronti della vittima nei minuti successivi, nonostante la vittima fosse oramai immobile, ponendosi peraltro a difesa del corpo della stessa stendendovisi sopra e non consentendo ad alcuno di avvicinarsi, ivi incluso il proprietario.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria si procedeva all’esame autoptico della salma, completato da accurati accertamenti tossicologici. In sede autoptica venne rilevata una estesa lesività a carico dei tessuti molli del cranio, con ingente perdita di sostanza a livello del cuoio capelluto e depezzamento, senza tuttavia rilevare ulteriori lesioni esterne; sono stati invece rinvenuti segni istologici di scuotimento encefalico.

Il caso presenta dunque diverse peculiarità che lo pongono distante dalla normale casistica sia dal punto di vista etologico che patologico-forense.

Pubblicato

2026-04-23