L’esperienza della gestione dei cani morsicatori nella ASL di Imola nella Regione Emilia-Romagna

Autori

  • G. Dosa Servizi Veterinari della ASL di Imola (BO)
  • R. Innella Medico Veterinario, Master di II Livello (in progress) in Medicina Legale e Forense Veterinaria Università di Bologna, anno accademico 2025-2026
  • L. Cavalli Servizi Veterinari della ASL di Imola (BO)

Abstract

Introduzione

La necessità di adottare disposizioni cautelari volte alla tutela dell’incolumità pubblica, a causa del verificarsi di frequenti episodi di aggressione da parte di cani e di incidenti, soprattutto in ambito domestico, legati alla non corretta gestione degli animali da parte dei proprietari, ha condotto il legislatore nazionale ad emanare fin dal 2003 ordinanze, fino a quella del Ministero della Salute del 2009, che istituisce l’obbligo da parte dei Servizi Veterinari italiani della tenuta di un registro dei cani morsicatori e quella del 6 agosto 2013, prorogata annualmente fino ad oggi. Il sistema di prevenzione del rischio è basato non solo sull’imposizione di divieti e obblighi per i detentori di cani, ma anche sulla formazione degli stessi per migliorare la loro capacità di gestione degli animali [1].

Quando un cane è responsabile di un episodio di morsicatura o di aggressione, il Servizio Veterinario ASL deve sottoporre l’animale morsicatore ad un controllo sanitario per valutare e certificare il suo stato di salute ai fini della prevenzione antirabbica (Nota del Ministero della Salute, protocollo n. 16351 del 04/06/2025; Nota del Ministero della Salute protocollo Nota 0016496 del 05/06/2025).

Per quanto riguarda i casi di rabbia, dal 2013 l’Italia è dichiarata indenne dalla rabbia nei selvatici, l’ultimo caso fu l’infezione in una volpe di Belluno nel 2011 [2]. È attualmente in atto una sorveglianza mista, passiva ed attiva, per evitare l’introduzione della malattia attraverso gli animali importati.

L’obbligo di registrare i cani morsicatori nella Regione Emilia-Romagna (ER) deriva principalmente dalla Delibera di Giunta Regionale E.R. N°647/2007 “Indicazioni tecniche in attuazione alla L.R. 5/2005 relativa alla tutela del benessere degli animali”, supportata dalla Ordinanza del Ministero della Salute 3 marzo 2009 e dalla successiva all’Ordinanza del 6 agosto 2013 prorogata fino ad oggi. I Servizi Veterinari dell’ER tengono aggiornato un archivio informatizzato dei cani dichiarati a rischio elevato di aggressività, dei casi di morsicatura e delle relative prescrizioni sul sito Anagrafe Regionale degli Animali d’Affezione della regione Emilia-Romagna (ACRER).

Quando un cane è responsabile di un episodio di morsicatura o di aggressione, il Servizio Veterinario sottopone l’animale ad un percorso mirato volto all’accertamento delle sue condizioni psico-fisiche e della sua corretta gestione da parte del proprietario, prevedendo la compilazione di una scheda e la classificazione finale in 4 livelli di rischio, in base ad un Indice di pericolosità che si riassume in un numero che si ottiene dalla somma dei vari criteri riferiti al singolo evento di morsicatura.

Fino a febbraio 2023, nell’anagrafe nazionale canina (SINAC) risultavano registrati 13.863.734 cani di cui 1.334.192 (9,62%) nell’Anagrafe ACRER.

In questa comunicazione, si riportano i risultati dell’esperienza della ASL di Imola nella gestione dei cani morsicatori dal 2014 ad oggi, anche attraverso l’organizzazione di corsi di formazione per i proprietari di cani “patentino” che hanno prodotto la diminuzione dei casi registrati nell’anagrafe negli ultimi 3 anni.

Materiali e metodi

La ASL di Imola è la più piccola Azienda Sanitaria Locale (ASL) dell’ER e conta una popolazione umana al 31/12/2023 di 132.110 abitanti.

Sono state analizzate le registrazioni delle morsicature da cani effettuate dai Servizi Veterinari della ASL di Imola dal 2014 a luglio 2025 nell’anagrafe ACRER, le schede compilate e le modalità di gestione dei cani morsicatori, anche attraverso l’erogazione del corso “patentino” negli anni 2022 e 2023 per i detentori di cani.

Risultati e discussione

Dal gennaio 2014 a luglio 2025, dalla ASL di Imola, sono stati registrati 650 cani morsicatori nel Registro dell’ER, di cui risultano protagonisti i maschi (79%) rispetto alle femmine (21%), come avviene per l’intera regione [3]. Il maggior numero di cani morsicatori hanno agito in ambito familiare (68,3%), a differenza di ciò che viene segnalato per l’intera regione in cui i cani mordono maggiormente in ambito extrafamiliare (66%) [3].

Su 650 cani morsicatori, il maggior numero di morsicature sono state inferte, oltre ai cani di razza meticcia (39%), dai cani da pastore e bovari, eccetto bovari svizzeri del gruppo 1 della FCI (23,9%).

La denuncia alla ASL di Imola arriva prevalentemente dal Pronto soccorso degli ospedali (90,6%). L’80 % delle denunce sono classificate al livello 0 della Delibera regionale 647/2007.

I corsi erogati dai Comuni con i servizi veterinari della ASL di Imola hanno registrato la riduzione del numero di eventi riportati nel registro ACRER nell’ultimo triennio.

Conclusioni

Il risultato raggiunto dalla ASL di Imola dimostra che un cane tendenzialmente reattivo, ma con padrone attento e che conosce il suo cane, può essere meno pericoloso di altri che non vengono gestiti con consapevolezza dai proprietari.

 

Bibliografia

1) Anmvi Oggi, 2025. Tutela dalle aggressioni da cani: ordinanza prorogata di un anno. https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/77827-aggressioni-da-cani-prorogata-lordinanza-ministeriale.html.

2) Anmvi Oggi, 2013. Italia indenne da rabbia: il Ministero informa l’OIE. https://www.anmvioggi.it/rubriche/attualita/58155-italia-indenne-da-rabbia-il-ministero-informa-l-oie.html.

3) Mattioli M., 2025. Lezione 11 giugno 2025, Master di II livello in Medicina Legale e Forense Veterinaria dell’Università di Bologna.

Pubblicato

2026-04-23