Il contributo della Bloodstain Pattern Analysis (BPA) nella risoluzione dei crimini contro gli animali selvatici e domestici
Abstract
I reati a danno di animali selvatici e domestici, oltre a generare un crescente allarme sociale, presentano spesso notevoli complessità investigative. Questa presentazione analizza il ruolo cruciale, sebbene ancora sottoutilizzato, della Bloodstain Pattern Analysis (BPA) nella risoluzione di questi casi. Disciplina tradizionalmente applicata ai crimini interpersonali, la BPA si rivela uno strumento inestimabile per la patologia forense veterinaria, consentendo la ricostruzione della dinamica degli eventi attraverso l’interpretazione delle tracce ematiche. L’analisi morfologica delle macchie di sangue può fornire informazioni fondamentali, come la tipologia dell’arma impiegata, il numero minimo di colpi inferti e la sequenza degli eventi, incluse le posizioni reciproche e i movimenti della vittima e dell’aggressore. Saranno inoltre discussi i fattori che possono alterare l’interpretazione delle tracce, come la natura delle superfici e le condizioni ambientali. Si evidenzierà come, nonostante lievi differenze (ad esempio nella viscosità), le proprietà fluidodinamiche del sangue umano e animale siano sostanzialmente comparabili in contesti di interesse forense, permettendo l’applicazione dei metodi BPA anche in ambito veterinario. L’intervento sottolinea infine la necessità di un approccio integrato: la BPA massimizza la sua efficacia solo se combinata con l’esame medico legale, l’analisi balistica e le indagini genetiche (dai test presuntivi al profilo del DNA). In un contesto di crescente sensibilità sociale e alla luce delle recenti riforme legislative (come quella italiana del 2025, che inasprisce le pene per i reati contro gli animali), l’adozione sistematica della BPA diventa essenziale per un’efficace amministrazione della giustizia.