Lesioni indotte da animali: criticità diagnostiche e prospettive innovative in patologia forense

Autori

  • M. Puntarello Istituto di Medicina Legale, Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”, Università degli Studi di Palermo
  • F. Geraci Istituto di Medicina Legale, Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”, Università degli Studi di Palermo
  • G. D. Albano Giuseppe Istituto di Medicina Legale, Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”, Università degli Studi di Palermo
  • G. Malta Istituto di Medicina Legale, Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”, Università degli Studi di Palermo
  • M. Midiri Istituto di Medicina Legale, Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”, Università degli Studi di Palermo
  • S. Zerbo Istituto di Medicina Legale, Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”, Università degli Studi di Palermo
  • A. Argo Istituto di Medicina Legale, Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”, Università degli Studi di Palermo

Abstract

Le lesioni indotte da animali costituiscono una delle principali cause di errore diagnostico nella pratica autoptica, poiché possono simulare traumi violenti, alterare ferite preesistenti o creare artefatti difficili da interpretare. La letteratura descrive come tali eventi siano frequenti soprattutto nei soggetti anziani, soli e rinvenuti in abitazioni in scarse condizioni igieniche, dove roditori o piccoli carnivori possono intervenire rapidamente nelle fasi peri- o post-mortali. Le tipiche caratteristiche morfologiche con margini irregolari e frastagliati, ampie perdite di sostanza ed assenza di segni vitali, impongono una lettura integrata dei reperti esterni, delle analisi istologiche e del contesto circostanziale.
Nel caso in esame, il cadavere di un uomo in avanzata putrefazione presentava un’ampia soluzione di continuo dei tessuti dell’arto superiore destro, inizialmente interpretata come possibile esito di un’aggressione. L’esame autoptico, integrato dai riscontri istologici e tossicologici, ha invece consentito di accertare un decesso per edema polmonare acuto di origine cardiogena e di ricondurre la lesione all’azione post-mortale di animali, in coerenza con il grave degrado dell’ambiente domestico e con l’assenza di segni di vitalità ai margini della ferita.
In tale scenario, un ruolo promettente è rappresentato dalla micro-TC, non solo per l’analisi dei segmenti ossei rosicchiati, ma anche, mediante protocolli mirati, per lo studio dei tessuti molli. La possibilità di sottoporre piccoli campioni cutanei o muscolari a fissazione in formalina, seguita da impregnazione con mezzi di contrasto post-mortali, consente infatti di ottenere ricostruzioni tridimensionali ad altissima risoluzione dei margini lesivi. Questa procedura consente di riconoscere microirregolarità caratteristiche dell’azione da parte di animali e di documentarle in modo oggettivo e riproducibile.
L’integrazione sistematica della micro-TC nei casi sospetti potrebbe quindi rappresentare una prospettiva concreta per standardizzare la valutazione delle lesioni da animali e rafforzare l’affidabilità del giudizio medico-legale in contesti di difficoltà diagnostica.

Pubblicato

2026-04-23