Impatto della colonizzazione da insetti sulla scena del crimine in caso di ambienti confinati
Abstract
Introduzione
L’occultamento di resti mortali in ambienti parzialmente o totalmente confinati è una tattica comune utilizzata per eludere o ritardare il rinvenimento (1). I cadaveri possono essere nascosti in barili, veicoli, valigie e bidoni o cassonetti di rifiuti (domestici o industriali). Uno studio sui casi di omicidio nel Queensland (Australia, 2004- 2020) ha rilevato che circa 8% delle vittime di omicidio è stato occultato in bidoni di rifiuti (2) e notizie di simili ritrovamenti sono frequenti in tutto il mondo. I bidoni sono spesso utilizzati poiché facilmente accessibili e anche utili per il trasporto, con la conseguenza di determinare molteplici scene del crimine e complicando le indagini. Il ritardo nel rinvenimento di un cadavere ostacola le indagini, in particolare la valutazione delle lesioni, dei danni agli indumenti e delle prove balistiche, che forniscono informazioni cruciali sull’arma utilizzata e sulla causa della morte. Nonostante si tratti di eventi al tempo stesso comuni e complessi per le indagini forensi, la ricerca sui processi di decomposizione e sulla colonizzazione da parte degli insetti nei bidoni, così come sull’alterazione delle altre prove associate, è ancora limitata.
Materiali e metodi
Questo studio confronta, per la prima volta, la decomposizione di maialini vestiti collocati in bidoni da 32 L, nuovi e usati, per un periodo di oltre 4 (quattro) mesi durante l’estate dell’Australia sud-occidentale. Sebbene entrambi i tipi di bidoni offrano ambienti a accesso limitato, quelli usati riflettono meglio scenari reali. Oltre agli insetti colonizzatori, lo studio esamina i danni agli indumenti causati da armi da taglio, e i cambiamenti nelle striature dei proiettili di diverse pistole semiautomatiche calibro 9mm Parabellum (Sturm Ruger P85, Beretta M92FS, H&K USP, CZ-75 Compact) inseriti nel corpo dei maialini collocati all’interno dei bidoni.
Risultati
I risultati ottenuti confermano che l’iniziale condizione dei bidone influisce significativamente sulla decomposizione e sui modelli di colonizzazione degli insetti, con differenti specie osservate in diversi tempi nei bidoni nuovi rispetto a quelli usati. Il degrado degli indumenti è principalmente influenzato dal tipo di tessuto, dai fluidi di decomposizione presenti, dalle condizioni ambientali e dal tempo. L’attività microbica e degli insetti altera i danni da arma da taglio sugli indumenti (3), riducendo la capacità di distinguere tra lame seghettate e non seghettate con il progredire della decomposizione. I proiettili hanno mostrato danni minimi fino al giorno 19, tuttavia, è stato possibile identificare proiettili con marcate caratteristiche superficiali (es. Sturm Ruger P85) anche dopo 48 giorni.
Conclusione
Questi risultati forniscono utili conoscenze alle indagini forensi su resti occultati in bidoni. Specificamente, illustrano come l’impatto degli animali non sia limitato al cadavere, ma coinvolga altri fattori della scena del crimine.
Bibliografia.
1) Andrews, A. G., Magni, P. A., & Dadour, I. R. (2025). The decomposition process in two restricted access environments in a temperate climate: hard-covered suitcases and wheeled bins. Forensic Science International, 367. https://doi.org/10.1016/j.forsciint.2025.112368.
2) Whitehead Apm, J., Franklin, R., & Mahony, T. (2023). Where are homicide victims disposed? A study of disposed homicide victims in Queensland. Forensic science international. Synergy, 8, 100451. https://doi.org/10.1016/j.fsisyn.2023.100451.
3) Ziogos, S., Dadour, I. R., Pitts, K., & Magni, P. A. (2023). Qualitative Analyses of Textile Damage (Cuts and Tears) Applied to Fabrics Exposed to the Decomposition of Carcasses and Associated Insect Activity in an Austral Summer. Insects, 14(7), 618. https://doi.org/10.3390/insects14070618