Lesioni post-mortem da animale: analisi di casi emblematici del settorato medico legale veronese

Autori

  • N. Tatriele Sezione di Medicina Legale, DDSP, Università degli Studi di Verona. Scuola di specializzazione in medicina legale, Università degli Studi di Verona
  • G. Feruglio Miclavez Sezione di Medicina Legale, DDSP, Università degli Studi di Verona. Scuola di specializzazione in medicina legale, Università degli Studi di Verona
  • E. Vermiglio Sezione di Medicina Legale, DDSP, Università degli Studi di Verona. Scuola di specializzazione in medicina legale, Università degli Studi di Verona
  • G. Del Balzo Sezione di Medicina Legale, DDSP, Università degli Studi di Verona. Scuola di specializzazione in medicina legale, Università degli Studi di Verona
  • F. Ausania Sezione di Medicina Legale, DDSP, Università degli Studi di Verona. Scuola di specializzazione in medicina legale, Università degli Studi di Verona

Abstract

Introduzione

Le lesioni post mortem da animale rappresentano una sfida diagnostica di grande rilievo per il medico legale, poiché possono simulare traumi vitali o mascherare la reale causa di morte, alterando profondamente il quadro autoptico e la successiva interpretazione giudiziaria. La loro genesi e il loro aspetto dipendono da numerosi fattori, tra cui ambiente, geografia, stagione e tipologia di animale coinvolto. Nei paesi temperati, le lesioni da predazione cadaverica sono più frequentemente prodotte da cani, volpi o roditori. Tuttavia, anche piccoli animali e insetti (come formiche o coleotteri necrofagi) possono determinare erosioni o mutilazioni di diversa entità [1].

Da evidenziare come la possibile analogia morfologica con lesioni traumatiche ante mortem -specialmente nei casi di morte inaspettata - e la presenza di materiale ematico sul luogo del rinvenimento può condurre a errate interpretazioni o sospetti di omicidio. In questi casi, è pertanto indispensabile adottare una metodologia multidisciplinare e integrata, che consideri: le circostanze del rinvenimento (ambiente, presenza di animali), l’analisi macroscopica e microscopica delle lesioni (presenza di infiltrazione ematica, edema, flogosi), nonché l’eventuale supporto di specialisti entomologi e veterinari per identificare la/le specie animali e stimare il tempo di intervento rispetto al decesso.

Risultati

Alla luce di quanto sopra esposto, vengono presentati dei casi appartenenti al settorato medico-legale veronese nei quali, attraverso un’approfondita metodologia d’indagine, è stato possibile identificare le lesioni come esiti post mortem dovuti ad intervento animale. I casi, occorsi in contesti ambientali differenti (indoor e outdoor), hanno coinvolto diverse specie - tra cui cani, roditori e formiche - mostrando differenze morfologiche correlate sia al contesto che all’intervallo post mortem.

Conclusioni

Il presente lavoro intende evidenziare, attraverso l’analisi di tali casi, come un approccio metodologico accurato e multidisciplinare rappresenti un elemento essenziale per evitare errori di attribuzione causale e per formulare correttamente la diagnosi differenziale tra lesioni vitali, al limine vitae e post-mortali.

 

Bibliografia

1) Saukko, Pekka, and Bernard Knight. Knight's forensic pathology. CRC press, 2015. Pp. 74-76.

Pubblicato

2026-04-23