Contributo della genetica forense in un caso di lesioni post-mortem da roditori
Abstract
Introduzione
La depredazione post-mortem del cadavere da parte di animali domestici e selvatici rappresenta spesso una sfida nella patologia forense, in quanto altera la macroscopia delle lesioni e ostacola la ricostruzione degli eventi.
Materiali e metodi
Nel presente report si ripercorre il caso del cadavere di un uomo di circa 55 anni, in un primo momento di identità sconosciuta, rinvenuto in un seminterrato in cattivo stato di conservazione. Il corpo mostrava plurime aree di perdita di sostanza superficiale del tegumento, in particolare a volto e arto superiore sinistro, che risultavano di ardua interpretazione a causa di ampie aree di scheletrizzazione a volto, collo e arto superiore sinistro.
L’estesa compromissione dei tessuti molli e la quasi totale assenza di dati anamnestico-circostanziali relativi al caso ha destato la preoccupazione delle Forze Dell’Ordine; difatti, basandosi sul solo esame esterno, risultava difficile individuare il meccanismo lesivo responsabile del quadro riscontrato, così come era impossibile stabilire qualora sussistessero ipotesi di reato. Sfortunatamente, l’Autorità Giudiziaria non ha disposto un sopralluogo medico-legale sul luogo di ritrovamento del corpo, pertanto non è stato possibile raccogliere importanti informazioni che avrebbero potuto orientare il processo diagnostico; è stata disposta l’autopsia, alla quale è seguito un approccio multidisciplinare.
Risultati
In sede di esame autoptico si è proceduto al prelievo di campioni tissutali e all’esecuzione di tamponi cutanei.
All’esame istologico dei margini lesionali cutanei e viscerali sono state valutate le caratteristiche microscopiche degli stessi – compatibili con morsi ad opera di piccola fauna – ed è stata rilevata l’assenza di infiltrato emorragico, segno di lesività avvenuta in epoca post-mortale.
Successivamente, tramite l’analisi genetico-forense dei tamponi acquisiti, è stato possibile giungere ad una diagnosi di specie, appurando che a causare il quadro osservato sono stati esemplari di mus musculus.
Grazie all’osservazione microscopica degli organi e delle lesioni e al sequenziamento genico di materiale biologico prelevato dalle stesse, è stato possibile giungere alla conclusione che esse siano state causate dal morso di roditori, in particolare da esemplari di mus musculus, successivamente al decesso.
Conclusione
Il caso in esame evidenzia innanzitutto l’importanza del sopralluogo medico-legale quale momento fondamentale per acquisire dati circostanziali utili all’orientamento delle indagini, in quanto esso avrebbe consentito di rilevare l’eventuale presenza di roditori nel luogo del ritrovamento. Inoltre sottolinea come, nelle situazioni complesse o caratterizzate da dinamiche poco definite, sia indispensabile adottare un approccio multidisciplinare per una corretta caratterizzazione delle lesioni.