L’importanza della veterinaria forense nell’approccio multidisciplinare in un caso di ritrovamento di resti di cadavere smembrato

Autori

  • A. Messina Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfo-funzionali (BIOMORF), Università di Messina
  • G. Baldino Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfo-funzionali (BIOMORF), Università di Messina
  • T. Biondo Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfo-funzionali (BIOMORF), Università di Messina
  • G. Burrascano Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfo-funzionali (BIOMORF), Università di Messina
  • R. Lorenzin Laboratorio di Diagnostica Molecolare Forense Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana “M. Aleandri”, IZSLT di Grosseto
  • S. Vanin Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita (DISTAV), Università di Genova
  • E. Ventura Spagnolo Dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfo-funzionali (BIOMORF), Università di Messina
  • R. Fico Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita (DISTAV), Università di Genova

Abstract

Introduzione

Il recupero di cadaveri gravemente alterati (ovvero ampiamente decomposti, mummificati, o smembrati) può rappresentare una sfida per i patologi forensi a causa delle difficoltà nell'identificazione, nella stima del PMI e nella determinazione delle modalità e delle cause del decesso. In tali casi, l'integrazione di approcci di routine con branche forensi più specifiche può essere fondamentale per migliorare il processo investigativo così come avvenuto in un caso giunto alla nostra osservazione, relativo al rinvenimento, nel contesto di una fitta macchia mediterranea, prevalentemente impenetrabile, di resti cadaverici irriconoscibili, ma verosimilmente riferibili ad un bambino, in un anfratto costituito da vegetazione spontanea.

Materiali e metodi

La gestione del caso, effettuata in ottemperanza a quanto previsto dalla recente letteratura (1-3), - dopo le fasi del sopralluogo eseguito congiuntamente da medico legale, entomologo e veterinario forense,  in collaborazione con gli Agenti di PG (Polizia, Vigili del Fuoco, Guardia Forestale) nel corso del quale si è proceduto alla ricerca ed al recupero di resti cadaverici ed indumenti sparsi nel terreno circostante unitamente al prelievo e alla repertazione di alcuni elementi di carattere entomologico – è stata finalizzata all'individuazione di epoca, cause e mezzi del decesso ed ha visto coinvolti, secondo un approccio multidisciplinare, professionisti di aree forensi differenti (patologo, genetista, tossicologo, radiologo, odontoiatra, entomologo, botanico e veterinario) con il supporto della componente ingegneristica.

Risultati

Dopo scansione PMTC, i resti rinvenuti (per gran parte scheletrizzati, con assenza della gran parte dei visceri, alcuni dei quali rinvenuti solo a brandelli in avanzato stato di putrefazione) venivano esaminati al tavolo settorio. L’ispezione consentiva di rilevare, in particolare, la presenza di erosioni da macrofauna a livello di scapole, clavicole, due coste, cresta iliaca destra ed estremità distale del femore destro e della tibia sinistra. L’integrazione delle indagini genetiche condotte su frammento di osso costale unitamente ai rilievi antropomorfometrici e odontoiatrici ha consentito l’identificazione della vittima. Le stesse indagini infine hanno escluso, sui reperti in esami, il riscontro di profili genetici eventualmente riferibili a soggetti terzi ignoti. L’indagine tossicologica ha dato esito negativo escludendo la presenza, nei campioni esaminati, di sostanze esogene di interesse tossicologico. 

Ruolo rilevante ha assunto la figura del veterinario forense nell'ambito della lesività riscontrata, nella tempistica post mortale di produzione delle lesioni riscontrate sia sugli indumenti sia sui resti cadaverici, nella individuazione della specie animale coinvolta, individuata nella volpe, rispetto a quella presente nell’area interessata [suidi (Sus scrofa), cani domestici (Canis lupus familiaris) e volpi (Vulpes vulpes)]; La volpe è infatti un carnivoro ma con dieta prettamente onnivora. È un usuale necrofago, anche di resti umani. La sua dentatura, associata alla particolare conformazione del cranio, soprattutto nella parte rostrale, e alla particolare potenza del morso, gli consente di modificare in maniera rilevante i resti umani, rosicchiando le estremità delle ossa lunghe, staccandone le parti più minute e disperdendole nell’ambiente circostante. Infatti, è proprio l’utilizzo da parte della volpe dei tessuti molli circondanti le vertebre cervicali a determinare il classico distacco del cranio del cadavere che poi viene allontanato dai resti. Le analisi genetiche hanno escluso la partecipazione di cani alla morte del piccolo e/o alla consumazione post-mortem dei suoi resti. E’ stato inoltre escluso il coinvolgimento di uno specifico cane sulla base della ricerca del DNA è stato inoltre escluso lo spostamento del corpo nella sua interezza, in un’unica soluzione o contesto, da parte di animali appartenenti alle specie identificate.

Conclusione

Un esame attento, dettagliato e critico degli elementi a disposizione, pur con i limiti connessi alle condizioni dei resti cadaverici, ha permesso di giungere ad una risoluzione del caso attraverso una diagnosi per esclusione a cui si è giunti al culmine di un'indagine forense esaustiva condotta da esperti in molteplici discipline scientifiche e forensi.

 

Bibliografia

1) Baldino G, Mondello C, Sapienza D, Stassi C, Asmundo A, Gualniera P, Vanin S, Ventura Spagnolo E. Multidisciplinary Forensic Approach in "Complex" Bodies: Systematic Review and Procedural Proposal. Diagnostics (Basel). 2023 Jan 14;13(2):310. doi: 10.3390/diagnostics13020310;

2) Camatti J, Santunione AL, Bolognini M, Cusack D, Zerbo S, et al. Towards a standard of scientific evidence in on-site inspection: compilation of the ECLM on-site inspection form in a broad case history. Leg Med (Tokyo). 2025 Oct;78:102717. doi: 10.1016/j.legalmed.2025.102717;

3) Cecchi, R.; Cusack, D.; Ludes, B.; Madea, B.; Vieira, D.N.; Keller, E.; Payne-James, J.; Sajantila, A.; Vali, M.; Zoia, R.; et al. European Council of Legal Medicine (ECLM) On-Site Inspection Forms for Forensic Pathology, Anthropology, Odontology, Genetics, Entomology and Toxicology for Forensic and Medico-Legal Scene and Corpse Investigation: The Parma Form. Int. J. Leg. Med. 2022, 136, 1037–1049.

Pubblicato

2026-04-23