Mon 33 Gabbiani e igiene urbana veterinaria: biologia, convivenza e strategie contenimento
Parole chiave:
Gabbiani, Igiene Urbana Veterinaria (IUV), Sinantropismo, Zoonosi, One HealthAbstract
Molto tempo è trascorso da quando il “Gabbiano infelice” è giunto alle nostre orecchie (1972), prima melodia di successo realizzata con un sintetizzatore musicale (moog). Forse, socchiudendo gli occhi si poteva immaginare il nostro abitatore delle marine spiagge infelice perché allontanato dalla sua colonia di origine. Non sempre però la solitudine, anche per gli esseri sociali, è fonte di sofferenza; può essere un momento di libertà, di superamento di schemi comportamentali, di tabù e qui la fantasia si scatena nelle evoluzioni aeree del gabbiano Jonathan Livingston (Richard Bach, 1973), guida ideale per chi ha la forza di ubbidire alla propria legge interiore quando sa di essere nel giusto; di chi prova un piacere particolare nel far bene le cose cui si dedica; una specie di “guru” istintivo, alla mano ma non per questo meno efficace nel suo messaggio.
Ora tutto è cambiato; anche il gabbiano nel suo comportamento, nella sua alimentazione, nella sua vicinanza ed interazione con la specie umana ha appannato quell’immagine romantica di abitatore degli ambienti marini, che occasionalmente seguiva i pescherecci al largo per cibarsi dei loro scarti ittici mentre i bambini osservavano incuriositi le sue tridattile orme sulla sabbia. Nelle pagine che seguono, con il rischio di apparire pedanti, ci addentreremo in questa tematica con l’intento di venire incontro alle esigenze degli operatori e dei gabbiani.